Il nuovo codice di condotta stabilisce gli standard per gli arbitri nell'arbitrato sugli investimenti
Pubblicazioni: aprile 19, 2025
Introduzione
Nel luglio 2023, la Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale ("UNCITRAL") ha adottato un Codice di condotta per gli arbitri nella risoluzione delle controversie internazionali in materia di investimenti (il "Codice"). Questo passo monumentale è il risultato di quasi sei anni di deliberazioni iniziate nel 2017, quando l'UNCITRAL ha incaricato il suo Gruppo di lavoro III ("WGIII") di esaminare e formulare potenziali soluzioni per riformare la risoluzione delle controversie tra investitore e Stato ("ISDS").
I segretariati dell'International Centre for Settlement of Investment Disputes ("ICSID") e dell'UNCITRAL hanno collaborato per pubblicare una bozza del Codice nel 2020. Nei due anni successivi, l'ICSID e l'UNCITRAL hanno pubblicato diverse versioni riviste del Codice. A causa delle lunghe discussioni sul Tribunale multilaterale per gli investimenti ("MIC") e delle incertezze sul suo funzionamento, nel 2022 il WGIII ha suddiviso i suoi sforzi in due codici distinti: uno per i giudici e uno per gli arbitri. Questo articolo tratterà il codice pubblicato per gli arbitri, compreso il commento pubblicato nell'ottobre 2023.
Disposizioni chiave del Codice
Ambito e applicabilità (articoli 1 e 2)
Il Codice, composto da 12 articoli e dal relativo commento, si applica agli arbitri e ai candidati:
Per "arbitro" si intende una persona membro di un tribunale arbitrale o di un Comitato ad hoc del Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie sugli Investimenti (ICSID), nominata per risolvere una IID.
Per "candidato" si intende una persona che è stata contattata per una potenziale nomina ad arbitro, ma che non è ancora stata nominata.
Il Codice si applica agli arbitri, sia che l'arbitrato sia ad hoc sia che sia amministrato da un'istituzione, e indipendentemente dalle modalità di nomina dell'arbitro (arbitro unico, arbitro presiedente, nominato dalle parti, nominato da un'istituzione). Il Codice funge da linea guida a sé stante, ma è inteso come complemento di qualsiasi disposizione di condotta contenuta in uno strumento di consenso all'arbitrato. In caso di incompatibilità, prevarranno le disposizioni dello strumento di consenso.
Indipendenza e imparzialità (articolo 3)
Gli arbitri devono essere imparziali e indipendenti. Il sottocapitolo 2 fornisce un elenco non esaustivo di esempi negativi, che comprendono l'obbligo di non:
Essere influenzato dalla lealtà nei confronti di una parte in causa o di qualsiasi altra persona o entità (cioè, un arbitro non dovrebbe consentire alcun "obbligo o allineamento" con una persona o entità. Un arbitro non dovrebbe essere influenzato dal solo fatto di condividere alcune caratteristiche con un altro individuo, come ad esempio l'appartenenza alla stessa nazionalità, l'aver lavorato per lo stesso studio legale).
Accettare istruzioni da qualsiasi organizzazione, governo o individuo in merito a qualsiasi argomento trattato in un caso. Per "istruzione" si intende "qualsiasi ordine, direzione, raccomandazione o guida", che può essere esplicita o implicita, e può provenire da una varietà di fonti private o pubbliche.
Essere influenzati da qualsiasi rapporto finanziario, commerciale, professionale o personale passato, presente o futuro.
Utilizzare la propria posizione per promuovere qualsiasi interesse finanziario o personale nei confronti di una parte in causa o dell'esito del procedimento IID.
Assumere una funzione o accettare un beneficio che possa interferire con lo svolgimento dei propri compiti.
intraprendere qualsiasi azione che dia l'impressione di una mancanza di indipendenza o imparzialità.
Il commento cita le Linee guida sui conflitti di interesse nell'arbitrato internazionale dell'International Bar Association del 2014 (le "Linee guida IBA") come utile aiuto a questo proposito.
Limitazione dei ruoli multipli - "doppio incarico" (articolo 4)
L'articolo 4 ha suscitato un ampio dibattito nel corso delle discussioni; alla fine è stato stabilito che il Codice consentirà il doppio incarico in circostanze limitate. In particolare, in assenza di un accordo tra le parti in causa, il Codice vieta agli arbitri di partecipare contemporaneamente come rappresentante legale o testimone esperto in qualsiasi altro procedimento che coinvolga:
a. Lo stesso provvedimento o gli stessi provvedimenti statali;
b. la stessa parte o parti correlate; o
c. le stesse disposizioni dello stesso strumento di consenso.
Inoltre, sono previsti periodi di riflessione: un anno per le stesse disposizioni e tre anni per i casi che coinvolgono le stesse misure o le stesse parti.
Requisiti di pubblicità (articolo 11)
Sia gli arbitri che i candidati hanno il dovere di rivelare qualsiasi circostanza che possa mettere in dubbio la loro imparzialità o indipendenza. Ciò comprende relazioni finanziarie, commerciali, professionali o personali con le parti in causa, i rappresentanti legali e altri soggetti coinvolti nell'arbitrato. Il Codice sottolinea un approccio continuo e proattivo alla divulgazione, esortando gli arbitri a rimanere vigili e a optare per la divulgazione negli scenari incerti.
Commenti
L'istituzione del Codice inaugura una nuova era per l'arbitrato sugli investimenti, offrendo chiarezza a tutte le parti interessate sulle aspettative e sui limiti. Tuttavia, l'applicabilità del Codice rimane oggetto di dibattito: una strada è l'adozione volontaria del Codice, mentre un'altra è l'integrazione del Codice nelle istituzioni arbitrali esistenti o il consolidamento in un futuro strumento multilaterale di riforma dell'ISDS.
Nel frattempo, la comunità dell'arbitrato sugli investimenti attende con ansia l'impatto del Codice sulle sfide degli arbitri, il suo impatto sugli strumenti di soft law esistenti, come le Linee Guida dell'IBA, e la sua potenziale adozione in contesti di arbitrato commerciale internazionale.

