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Austria: Il futuro dell'arbitrato dopo la fine del periodo di transizione della Brexit

Pubblicazioni: gennaio 18, 2021

Sebbene il 2020 si sia concluso con la fine del periodo di transizione della Brexit, permane l'incertezza sul futuro delle relazioni commerciali tra UE e Regno Unito. Con la probabile introduzione di controlli alle frontiere e di tariffe aggiuntive, cui si aggiungono i rischi legati alla pandemia COVID-19, si profilano le preoccupazioni per le potenziali interruzioni della catena di approvvigionamento e per l'aumento dei costi delle attrezzature. A queste mutate condizioni commerciali si accompagna la prospettiva di un aumento delle controversie legali, in particolare per quanto riguarda l'applicabilità delle disposizioni di legge, delle sentenze e dei contratti transfrontalieri.

Questo articolo si propone di esaminare se e, in caso affermativo, come la Brexit possa influire sulla pratica arbitrale nell'UE e nel Regno Unito. In primo luogo, si esaminerà l'impatto che l'uscita del Regno Unito dall'UE ha sull'esecutività e sul riconoscimento dei lodi arbitrali. Inoltre, si affronterà il tema di come la Brexit possa consentire ai tribunali inglesi di concedere ingiunzioni anti-causa in relazione alle udienze presso i tribunali nazionali degli Stati membri. Infine, l'articolo cerca di valutare l'effetto dell'uscita del Regno Unito dall'UE sul mercato arbitrale nel suo complesso, in particolare considerando i vantaggi percepiti che quest'ultimo può offrire alle parti rispetto ai procedimenti giudiziari quando cercano di risolvere controversie commerciali transfrontaliere.

Riconoscimento ed esecutività dei lodi arbitrali

L'arbitrato internazionale rimarrà sostanzialmente inalterato a seguito dell'uscita del Regno Unito dall'UE. La Convenzione di New York ("Convenzione")[1] continuerà ad essere lo strumento chiave per l'esecuzione e il riconoscimento dei lodi arbitrali internazionali[2].

Essendo uno strumento di diritto internazionale privato, piuttosto che di diritto dell'UE, la Convenzione non dipende dall'appartenenza all'Unione europea. Prevalendo sul Regolamento Bruxelles I ("Regolamento di Bruxelles")[3] relativo all'esecuzione e al riconoscimento dei lodi arbitrali, tutti i procedimenti sono disciplinati dalle disposizioni della Convenzione e dal diritto nazionale pertinente[4]. Con 166 Stati contraenti, le sentenze arbitrali possono essere eseguite a livello globale e i lodi arbitrali non risentono dello scioglimento delle precedenti relazioni tra Regno Unito e UE.

Si possono tuttavia incontrare difficoltà in relazione al concetto di ordine pubblico, che può essere invocato ai sensi dell'articolo V, paragrafo 2, lettera b), della Convenzione come motivo per negare il riconoscimento del lodo arbitrale se ritenuto incompatibile con il rispettivo interesse pubblico nazionale.

Ingiunzione antigiudiziale

Sebbene sia comunemente utilizzata nelle giurisdizioni di common law, l'anti-suit injunction ("ASI") rimane un concetto estraneo ai Paesi di civil law. In quanto strumento che consente ai tribunali nazionali di impedire alla controparte di avviare o proseguire un'azione legale in un altro foro, può influenzare profondamente il corso delle controversie all'estero.[5] Contrariamente ai tribunali inglesi, che hanno dimostrato una tendenza a sostenere le convenzioni arbitrali esistenti attraverso le ASI, la Corte di giustizia dell'Unione europea ("CGUE") ha da tempo adottato una posizione contraria, ritenendole inconciliabili con il diritto dell'UE.[6]

Nella causa Turner v Grovit (causa C-159/02)[7], la CGUE ha esaminato se un ASI emesso contro un procedimento spagnolo dal tribunale inglese di prima istanza fosse valido se intentato in malafede. La CGUE ha affermato che "le norme sulla competenza che [la Convenzione di Bruxelles del 1968][8] stabilisce sono comuni a tutti i giudici degli Stati contraenti [e devono] essere interpretate e applicate con la stessa autorità da ciascuno di essi" (par. 25). Pertanto, poiché l'emissione di un ASI pregiudica il diritto di azione dell'attore, "deve essere considerata come un'interferenza con la giurisdizione del giudice straniero, che, in quanto tale, è incompatibile con il sistema della Convenzione" (par. 27).

Nella causa Allianz SpA contro West Tankers (C-185/07),[9] la CGUE ha confermato che: "è incompatibile con [il regolamento di Bruxelles] che un giudice di uno Stato membro emetta un'ordinanza per impedire a una persona di avviare o proseguire un procedimento dinanzi ai giudici di un altro Stato membro per il fatto che tale procedimento sarebbe contrario a una convenzione arbitrale" (par. 19). Rendere valido un ASI "significherebbe necessariamente privare quel tribunale del potere di decidere sulla propria giurisdizione ai sensi del [regolamento di Bruxelles]" (par. 28). Piuttosto, si tratta di un principio generale secondo cui "ogni tribunale adito determina autonomamente, in base alle norme ad esso applicabili, se è competente a risolvere la controversia di cui è investito" (par. 29).

Questa logica ha continuato a trovare applicazione nella causa Gazprom OAO contro Repubblica di Lituania (causa C-536/13)[10], in cui la CGUE ha sottolineato che il Regolamento di Bruxelles "deve essere interpretato nel senso che non osta a che un giudice di uno Stato membro riconosca ed esegua, o rifiuti di riconoscere ed eseguire, un lodo arbitrale che vieta a una parte di proporre determinate domande dinanzi a un giudice di tale Stato membro, poiché tale regolamento non disciplina il riconoscimento e l'esecuzione, in uno Stato membro, di un lodo arbitrale emesso da un tribunale arbitrale di un altro Stato membro" (par. 44). 44).

Le decisioni citate pongono comunemente l'accento sui principi di fiducia reciproca tra gli Stati membri dell'UE e riflettono una maggiore disponibilità a sostenere le clausole di giurisdizione esclusiva. Con l'uscita del Regno Unito dall'UE, la CGUE non potrà limitare il potere dei tribunali inglesi di applicare le ASI, il che potrebbe rendere Londra una sede arbitrale potenzialmente ancora più attraente in futuro.

La continua importanza dell'arbitrato

Da tempo percepito come una delle vie più efficienti ed efficaci per la risoluzione delle controversie internazionali in una varietà di settori (ad esempio l'edilizia o l'industria energetica), l'arbitrato continuerà a essere il metodo preferibile per la risoluzione delle controversie commerciali transfrontaliere, non da ultimo per i seguenti motivi:

Esecutività

Sulla base di quanto detto, i lodi arbitrali continueranno a essere esecutivi grazie alla Convenzione di New York, che trova applicazione a livello internazionale. Inoltre, Londra beneficia della sua lunga storia come centro per la risoluzione di controversie commerciali multigiurisdizionali. Nessuna delle caratteristiche che hanno finora contribuito al successo di Londra come sede di arbitrato, come ad esempio l'Arbitration Act del 1996, la reputazione di imparzialità della magistratura inglese, ecc.

Velocità e facilità di risoluzione

L'arbitrato offre alle parti la possibilità di prendere decisioni procedurali che servono a snellire il processo e a ridurre le spese, tra cui:

  • Aggiunta di disposizioni di opt-out;
  • limitare la produzione di documenti
  • decidere sull'uso della tecnologia;
  • scegliere liberamente l'arbitro o il perito tecnico;
  • la riunione o il consolidamento, che comporta notevoli vantaggi, come il risparmio di tempo e la garanzia che tutte le parti siano vincolate dal lodo.

Neutralità e definitività

Un vantaggio comunemente citato della scelta dell'arbitrato riguarda la definitività dei lodi arbitrali, che possono essere impugnati solo per motivi limitati, ossia per irregolarità procedurali. Ciò è particolarmente interessante per ragioni di certezza e per ridurre al minimo le possibilità di appello. La natura vincolante dei lodi arbitrali è stata espressamente inserita in alcuni regolamenti arbitrali, in particolare:

  • Articolo 28(6) Regolamento della Camera di Commercio Internazionale;[11]
  • Articolo 27(1) Regolamento di arbitrato internazionale dell'American Arbitration Association;[12]
  • Articolo 26.9 Regolamento della London Court of International Arbitration;[13]
  • Articolo 34(2) Regolamento arbitrale della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale. [14]

Per questi motivi si prevede che la popolarità dell'arbitrato rimarrà intatta anche ora che il periodo di recesso è terminato.

Conclusione

La Brexit avrà un impatto immediato limitato sulla pratica dell'arbitrato. Ciò è dovuto in gran parte al fatto che i lodi arbitrali continueranno a essere eseguiti tramite la Convenzione di New York, non essendo disciplinati dal Regolamento di Bruxelles.

Lo stesso quadro arbitrale internazionale si è da tempo dimostrato un'alternativa adeguata al contenzioso e continuerà a esserlo anche in futuro. Data la storia di Londra come sede arbitrale prevalente e la disponibilità dei tribunali inglesi a sostenere l'arbitrato, è improbabile che la popolarità dell'arbitrato diminuisca presto.

Risorse

  1. Convenzione sul riconoscimento e l'esecuzione dei lodi arbitrali stranieri (New York, 1958).
  2. Convenzione, NewYork. "La Convenzione di New York". Convenzione arbitrale di New York, www.newyorkconvention.org/.
  3. Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.
  4. Varapnickas, T. [2018] Brexit e arbitrato: What happens next? Conference Papers of the 5th International Conference of PhD Students and Young Researchers. Disponibile all'indirizzo: https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3121532 [consultato il 30.12.2020].
  5. Bermann, G. A. [1990] The Use of Anti-Suit Injunctions in International Litigation, 28 COLUM. J. TRANSNAT'L. L. 589 Disponibile all'indirizzo: https://scholarship.law.columbia.edu/faculty_scholarship/2105 [visitato il 01.01.2021].
  6. Rodgers, James e Simon Goodall. "Che impatto avrà la Brexit sull'arbitrato in Inghilterra e Galles?". Come impatterà la Brexit sull'arbitrato in Inghilterra e Galles? , Norton Rose Fulbright, settembre 2016, www.nortonrosefulbright.com/en-gb/knowledge/publications/a655ac50/how-will-brexit-impact-arbitration-in-england-and-wales.
  7. Disponibile all'indirizzo: http://curia.europa.eu/juris/liste.jsf?language=en&num=C-159/02.
  8. Convenzione sulla competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (Bruxelles, 1968), disponibile all'indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/ALL/?uri=CELEX%3A41968A0927%2801%29.
  9. Disponibile all'indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A62007CJ0185.
  10. Disponibile all'indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A62013CJ0536.
  11. Disponibile all'indirizzo: https://iccwbo.org/dispute-resolution-services/arbitration/rules-of-arbitration/.
  12. Disponibile all'indirizzo: https://www.intracen.org/International-Arbitration-Rules-of-the-American-Arbitration-Association-2001/.
  13. Disponibile all'indirizzo: https://www.lcia.org/Dispute_Resolution_Services/lcia-arbitration-rules-2020.aspx#Article%2026.
  14. Disponibile all'indirizzo: https://uncitral.un.org/sites/uncitral.un.org/files/media-documents/uncitral/en/arb-rules-revised-2010-e.pdf.

Il contenuto di questo articolo intende fornire una guida generale all'argomento. È necessario richiedere una consulenza specialistica in merito alla propria situazione specifica.