Autori
Poiché i soggetti non bancari di solito non emettono prestiti, i prestiti agli azionisti possono essere concessi solo in casi eccezionali in cui l'esborso può essere riconciliato con la diligenza di un manager ragionevole.
Panoramica
Quando una società a responsabilità limitata (nota in Austria come GmbH) concede un prestito a un azionista, le parti devono considerare (come nel caso della restituzione dei conferimenti di capitale) se la situazione dell'azionista sarà migliore rispetto agli altri partner contrattuali della società. La GmbH deve anche considerare se l'azionista riceve un trattamento preferenziale e se questo svantaggia la società. Questo si verificherà regolarmente nel caso dei prestiti, poiché di solito le banche non concedono prestiti monetari. Pertanto, i prestiti agli azionisti possono essere concessi solo in casi eccezionali in cui l'esborso può essere riconciliato con la diligenza di un manager ragionevole. Questa decisione deve anche considerare che una società che concede un prestito a un azionista non ha la stessa possibilità di una banca di distribuire i propri rischi, ma è piuttosto gravata da un cosiddetto "rischio forfettario".
La giurisprudenza
La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata su un caso in cui un prestito era stato concesso senza garanzie e serviva ovviamente a finanziare l'acquisizione delle azioni della società target. Considerando che tale operazione sottraeva ingenti fondi alla società, mettendo a rischio i creditori senza alcuna giustificazione operativa, la Corte di Cassazione ha ritenuto che non fosse conciliabile con la diligenza che ci si aspetta da un manager ragionevole.
La Corte ha ritenuto che l'argomentazione secondo cui era stato concordato un tasso di interesse usuale non tenesse conto del fatto che il confronto tra altri prestiti non deve considerare solo i termini specifici dell'accordo, ma anche la questione se un simile accordo avrebbe potuto essere concluso con una terza parte non aziendale.
L'articolo 83(1) della legge sulle società a responsabilità limitata prevede che gli azionisti debbano restituire un pagamento della società se questo è contrario alla legge, all'atto costitutivo o a una decisione della società. L'unica eccezione riguarda gli utili ricevuti dall'azionista in buona fede. Inoltre, l'articolo 83 della legge mira a garantire che il patrimonio della società rimanga intatto, anche se tale patrimonio supera il capitale nominale.
Secondo il tribunale, in caso di violazione, la società può chiedere un rimborso all'azionista che ha ricevuto i pagamenti illegali (servizi) e agli amministratori delegati (se hanno agito con colpa). Gli altri azionisti sono soggetti a responsabilità sussidiaria solo se e nella misura in cui il patrimonio della società è stato ridotto al di sotto del capitale nominale dal pagamento illegale. Il tribunale ha infine ritenuto che il fatto che la violazione della sezione 82 fosse percepibile fosse irrilevante ai fini dell'obbligo di rimborsare i pagamenti, ai sensi della sezione 83(1) della legge.
